Archivio di giugno, 2008

giu 30 2008

L’amico treno

Pubblicato da Sonia nella categoria filosofando...

Ho visto Celentano in televisione  e ho sentito le sue belle canzoni che ascoltiamo da anni, anni e anni, sono sempre gradite, ormai  fanno parte del nostro archivio mnemonico;  Celentano ha una voce melodiosa ed è bravo a cantare, se invece decide di sermoneggiare il consiglio è quello di cambiare immediatamente canale, qualsiasi altra cosa è preferibile al suo ascolto.

La frase «…l’amico treno che fischiava così» mi ha fatto riflettere, in effetti  noi abbiamo una certa familiarità con il treno, tanto da considerarlo amico, evoca momenti, situazioni , persone con cui siamo stati in sintonia e forse ci hanno lasciato qualcosa che serbiamo gelosamente;  forse il ricordo di alcuni piacevoli avvenimenti  con il trascorrere del tempo sbiadisce e la nostra mente,per non perderlo, lo elabora  e lo rende  indelebile.

Tante cose cambiano ed ora il fischio classico del treno non si sente più,  perché quelle vecchie locomotive color marrone isabella sono state sostituite da altre con una tromba che emette un suono diverso.

Nonostante siano cambiati i nostri pensieri, i nostri sentimenti, la nostra anima, e forse noi  stessi, certi profumi e gradevolezze rimangono appiccicati alla nostra pelle, e le sensazioni tattili, visive e gustative ritornano, perché sono rimaste dentro di noi.  Associo il treno alla granita al caffè con panna, perché sempre dopo un piccolo viaggio si gustava questo insieme sublime.

Il  bicchiere che conteneva la granita aveva una forma svasata, con la parte più larga verso il bordo e questo invitava a prenderlo, per entrare in un’intima relazione con il suo contenuto, al fondo del bicchiere il colore del caffè era scuro e in superficie miracolosamente si schiariva per accogliere la panna bianca, soffice, densa e morbida;  e la brioche con la sua forma arrotondata! come le guanciotte di un bimbo paffutello, soffice  soffice  e con il colore mieloso del sole. Si staccava il cappelluccio che si intingeva nella panna, sorseggiando piccoli cucchiaini (quelli con la forma quadrata) di granita e di panna, e poi ancora granita e pezzetti di brioche e panna.

Una delizia, una coccola indimenticabile!

Salute

Aggiungi commento

giu 27 2008

La stazione… di Torino Porta Nuova

Pubblicato da Sonia nella categoria filosofando...

La stazione è uno spazio che delimitiamo idealmente più che materialmente, è un “non luogo” che leghiamo a ricordi e frammenti di tempo impressi nella nostra memoria, svuotato della propria materialità.

A Torino la materialità c’è ed è evidente nelle macerie del cantiere, poiché la stazione è  in continuo divenire e i lavori si impadroniscono giornalmente di ogni pezzetto di spazio, delimitandolo per inglobarlo in paratie con riflessi cangianti, che sembrano quelle casette usate dai bambini per giocare. La stazione verrà trasformata in modo avveniristico, ci saranno negozi e servizi per le persone, e scale mobili delimitate da vetri e specchi e pavimenti che riflettono la luce e la nostra immagine; e mentre niente si ferma e si lavora alacremente è un andirivieni di indumenti variamente colorati, no!, sono persone che indossano indumenti variamente colorati, ognuno porta con un bagaglio di eventi che rappresentano le proprie storie, ha cicatrici lasciate dalla vita, ma  anche le bellissime speranze per il domani, e le idee, e i sogni; e tutti si trovano con tutti  in una vicinanza non cercata e improbabile nella vita di ogni giornata, che annulla i rapporti spaziali delle distanze convenzionalmente accettate, e gli sguardi si incontrano senza vedere, anche perché ognuno porta il proprio tempo prezioso, quindi non bisogna spargerlo in giro per non disperderlo; bisogna correre sempre perché ci sono mille cose da fare, e non c’è tempo per fermarsi e vedere se vicino c’è una persona o niente e intanto si va avanti in fretta senza guardare l’intorno, ma guardando lontano, guardando il limite estremo a cui giunge la vista, per correre senza perdere tempo… ma per andare dove?

Salute

Aggiungi commento

giu 25 2008

Il punto a giorno

Pubblicato da Sonia nella categoria murmuriando...

Io da piccola trascorrevo interi pomeriggi seduta sulla soglia della porta di casa a fare il “punto a giorno”, perché mia mamma aveva l’idea fissa delle tovaglie, tovaglioli e biancheria varia, ricamata.

Le donne che avevano figlie femmine erano rovinate, perché il loro tempo era sacrificato interamente nel ricamo del corredo, era una specie di assicurazione che veniva stipulata, finalizzata al togliersi da casa la figlia, al raggiungimento dell’età da marito.

Anche chi non era capace a ricamare doveva imparare in fretta, perché il numero di tovaglie, lenzuola e asciugamani da dare alla figlia in dote era accettato senza discussione, ma naturalmente anche la ragazza, sin da piccolina, con grande perizia, doveva saper rifinire con le sue manine i manufatti con questo terribile “punto a giorno”, che consisteva nel dare dei piccoli punti con un ago molto sottile e contare i fili, per intervallarli ogni tre o quattro, e l’avanzamento del lavoro era lento, molto lento.

Si passavano interi pomeriggi a fare un pezzettino di questo punto,  che poi è anche brutto da vedere.

Per completare il numero di pezzi di biancheria, si acquistavano anche altre cose “meravigliose”, quindi tovaglie, asciugamani e lenzuola, ma anche  dozzine di strofinacci da cucina e copriletti coloratissimi, quelli acquistati non erano ricamati a mano, ma a me piacevano tanto!

Salute

Aggiungi commento

giu 25 2008

Le patate…

Pubblicato da Sonia nella categoria murmuriando...

“C’era una volta un vecchio castello fatato, un vecchio mago l’aveva costruito per noi.

Se tu mi ami,  tu sarai la mia regina ed io il tuo re. Mai, mai, mai ti lascio, mai, mai, mai da sola, e per noi il tempo non cambierà, tu sarai la mia regina ed io il tuo re…”

Faceva così la canzone che non si interrompeva mai e usciva continuamente, come emessa da una persona, da un grammofono sgangherato, posto con equilibrio instabile sul tettuccio di un camion; dentro il cassone aperto, c’erano patate, patate, montagne di patate ed un sole caldo, bruciante, rovente rendeva incandescenti persone e patate.

Il venditore urlava al mondo intero «patati, patati, patati pasta gialla, belli patati», la locuzione -belle patate- è uno spagnolismo usato nel sud, si sostituisce buono con bello.

Salute

Aggiungi commento

giu 24 2008

Hong Kong -passaggio a sorpresa nel Porto dei Profumi-

Pubblicato da Sonia nella categoria i miei libri

Marzia Orlandi – “Hong Kong -passaggio a sorpresa nel Porto dei Profumi” – ed. fbe edizioni

Il libro di Marzia Orlandi ha la forza di farci rimanere sospesi nella levità della narrazione, nella fluidità dell’esposizione, nella bella scrittura.

Ci introduce garbatamente in luoghi colorati, odorosi, sfaccettati, fascinosi.

Si legge con avida curiosità soffermandosi sulle belle illustrazioni ad acquerello e china.

I simboli della tradizione sono “spirito del luogo”, ed anche i grattacieli con le punte avvolte dalle nuvole… ed anche il paesaggio a volte violento per la sua bellezza… e il cielo cobalto….

Ci regala un gradevole viaggio che lascia un intenso desiderio di partire davvero, ma chissà, forse un domani…

Aggiungi commento

giu 24 2008

Il profumo… magico

Pubblicato da Sonia nella categoria filosofando...

Certo…c’è un’arroganza forte nella pretesa di voler racchiudere”l’essenza del tempo” in una boccettina, per quanto accattivante e seducente possa essere; per poi nebulizzarla sulla propria pelle e ripetere il rito che altri compiono, fino ad una replica infinita;  per sostituire il proprio essere, con un modo di essere che altri hanno deciso, ovviamente che ci fa vincere, e quindi esistere!

Tutto questo per inglobare l’essenza del tempo? Ma del nostro tempo? Del bel tempo che viviamo o  che scorre immancabilmente davanti a noi? O forse del tempo che vorremmo? Del tempo di altri che ci piacerebbe fosse anche nostro? Chissà….

Ma qual è l’essenza del tempo?

Aggiungi commento

Articoli meno recenti »