Archivio di dicembre, 2008

dic 29 2008

Non rompere i coglioni

Pubblicato da Sonia nella categoria murmuriando...

Auguri a te che con affetto e con un bel sorriso dici “non rompere i coglioni, non è una frase volgare, detta da una persona volgare;  forse con un po’ di astrazione si può trovare il lato carino se non addirittura delicato nella fonetica, o forse nella sintassi in quanto è una bella frase compiuta, oppure nell’associazione della forma linguistica volgare alle parti anatomiche dell’essere umano.

E’ proprio il coinvolgimento dell’uomo e di tutto il suo essere in modo olistico, e visto nelle sue parti più intime a dare energia a quella che erroneamente potrebbe sembrare una volgarità.

In effetti è una frase vera, dettata dal cuore e da sentimenti non artefatti, è anche una piccola divagazione in questa comunicazione così cloroformizzata, è un fare emergere dalla nostra anima l’ormai assopito fanciullino e quindi dire integralmente quello che viene in mente, nel modo in cui viene in mente è liberatorio.

E poi è bello e dà sicurezza  sapere che si possono sempre rompere, naturalmente con immenso affetto.

Buon anno

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dic 08 2008

Salviamo babbo natale

Pubblicato da Sonia nella categoria filosofando...

Siamo proprio diventate persone crudeli, abbiamo buttato fuori dalle nostre calde case babbo natale, questo generoso vecchietto ha sfidato per anni il gelo polare con le sue renne per portare ai nostri bambini regali, a volte anche non meritati, o persino esagerati, ma comunque è stata  sempre una presenza rassicurante e dopo anni di accoglienza, forse ha creduto di essere entrato nei nostri cuori, di far parte dei nostri ambienti domestici, del nostro focolare. In massa abbiamo deciso di eliminare ogni eventuale residuo di umanità dalle aree primitive del nostro cervello, di  legare babbo natale ad una corda appendendolo ai nostri balconi e immobilizzandolo  per impedire ogni contatto con i nostri figli, come se fosse diventato un mostro. Eppure ha avuto sempre regali per tutti, è stato sempre buono, mentre la befana portava all’occorrenza anche cenere e carbone, babbo natale no! Sempre regali. E adesso è uno spettacolo agghiacciante vederlo cristallizzato fuori casa al freddo e al gelo. Costituiamo un movimento spontaneo, riprendiamoci la nostra emotività, muniamoci di forbici, coltellini, tronchesine, scale, arrampichiamoci fino ai piani alti e liberiamo tutti i babbo natale, oppure tagliamo le corde, mettiamo un panettone sotto,come il bambino della pubblicità e diciamogli “dai buttati che è morbido”.

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dic 02 2008

Vivident

Pubblicato da Sonia nella categoria murmuriando...

Chissà se in Finlandia si vede la pubblicità delle gomme da masticare “Vivident”, credo di no, perché le forti e violente proteste dei Finlandesi avrebbero  certamente impedito il passaggio nelle nostre TV.

Ma non è possibile essere così sprovveduti da cercare di addentare il fusto di un albero gigantesco, lo comprende anche il castoro che è vicino al bel giovanotto in pelliccia di castoro; il furbo animaletto osserva la patetica esibizione del ragazzo, e con dileggio prontamente si allontana da lui, lasciandolo solo a rosicchiare l’albero e quindi fare la figura da imbecille.

Per giunta, l’albero che non riesce a morsicare, gli cade addosso  immobilizzandolo, e una graziosa signorina parla, parla… mettendo un piede sul tronco dell’albero caduto e quindi anche sulla schiena del giovanotto, che solo adesso sembra rendersi conto del pasticcio nel quale si è venuto a cacciare e con il volto intensamente inespressivo tenta di divincolarsi, ma inutilmente.

Si certo! nei Paesi del nord si proteggono gli animali e la natura…….e il castoro ha proprio un bel musetto.

Prosit

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dic 01 2008

L’evoluzione della lingua

Pubblicato da Sonia nella categoria filosofando...

C’è uno strano modo di rivolgersi alle persone chiamandole per nome, è certamente una caratteristica del nostro tempo.

Se lo avessimo saputo prima, noi mamme ci saremmo comportate adeguatamente alla nascita dei nostri figli, quando abbiamo regalato loro un nome da “portare” per sempre. Lo abbiamo scelto tra i tanti possibili nomi, lo abbiamo accostato al cognome per valutare l’effetto fonetico, abbiamo immaginato il bimbo “vestito” di quel nome.

Io ho pensato che non dovesse in alcun modo caratterizzare i probabili tratti somatici o le attitudini psicologiche, perché non si può sapere come sarà il pargolo, quindi ho bocciato il nome Barbara perché non ho escluso la possibilità  che negli anni potesse venire fuori un’energumena e sarebbe stato imbarazzante avere un nome simile pronunciato spietatamente per intero; ho bocciato anche Letizia perché non si può sapere in anticipo se la ragazza avrà una disposizione naturale alle polemiche accese, e cosi ho fatto con qualche altro nome.

E invece ho sbagliato, perché oggi  i nomi delle persone possono essere indifferentemente verbi o aggettivi o nomi  privi di significato. Ago detto così è un ago per cucire, ma certamente sappiamo che è anche Agostino; oppure Vale che non è la terza persona singolare maschile o femminile del modo indicativo, tempo presente del verbo valere, ma Valerio o Valeria; oppure Giova che correttamente al maschile è il nome di Zeus o del pianeta che si trova tra Marte e Saturno, ma nell’uso corrente chiamiamo Giovanni o Giovanna indifferentemente.

Quindi cosa fare, continuare con i nomi dei Santi oppure abbreviarli fino a snaturarli per modificarli profondamente, forse per guadagnare tempo?

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