In treno tre ragazze chiacchierano , oltre che carine sono proprio sensibilissime e attente all’ambiente che le circonda, disquisiscono sull’obbligo di lasciare la terra, il mare e le montagne come le hanno trovate.
Non inquinano!!! Una lava i piatti sempre molto in fretta, perché usa il detersivo comprato nel negozio “equo e solidale” e porta sempre da casa il flacone che utilizza più volte; ho appreso che si deve essere veloci nel lavaggio poiché il detersivo è totalmente biodegradabile, l’acqua diventa subito limpida come l’acqua di fonte, e il detersivo evanescente sparisce come per magia senza lasciare traccia, dunque senza contaminare minimamente mari e fiumi. Con saggezza manifestano le loro belle idee, sono felice di imparare tante cose.
«Sapete.. c’è un negozio dove vendono T-shirt di cotone completamente naturale, non trattato con sostanze nocive inquinanti e coloranti, questa fibra naturale ha un effetto magnifico sulla pelle, io non ho più un bruffolo, eppure ne avevo! noi le usiamo tutti in famiglia e il sudore non è più un problema perché la pelle traspira magnificamente! Le ho comprate anche ai miei nipotini, certo sono un po’ care!!! Ma la pelle diventa bellissima, profumata, come levigata».
«E tu hai sempre la borraccia nella borsetta?», «Si perché è assurdo comprare l’acqua… e poi tutta questa plastica ci sta soffocando. Pensate l’energia che occorre per produrla. L’acqua del rubinetto è sicuramente più controllata , e poi l’acqua di Torino va nello spazio e invece noi la compriamo».
«Sto usando un sapone per lavare la biancheria che è fantastico, sono noci di… frantumate, certo le camicie bisogna lavarle due volte, ma per i maglioni, che sono delicati, è una meraviglia rimane un profumo!!! » ma che noci sono?
«Sto leggendo un libro che spiega come tutto questo disastro ambientale è una conseguenza dei danni che provochiamo con la nostra incuria perché non pensiamo a quelli che verranno dopo di noi, perché siamo insensibili ed egoisti».
«Io ho questo cellulare da cinque anni e non lo cambierò mai, è assurdo non sapere cosa fare di tutta questa plastica e di tutte queste batterie, le abbandoniamo nell’ambiente e poi sopravviveranno a tutti noi».
E intanto una farfallina svolazza beata sul vetro del finestrino del treno, dietro la bella testolina di una di loro, lo svolazzo è passeggero; la ragazza ha in mano un giornale, di quelli che offrono gratuitamente nelle stazioni ferroviarie, lo arrotola bene, ne fa un cilindretto, prende la mira e paffete … La farfallina non svolazza più, è rimasta schiacciata, spiaccicata nel vetro appannato del finestrino del treno, STECCHITA! Ma non dava fastidio a nessuno, faceva solo la sua vita.
I capelli boccolosi erano stati detersi con shampoo equo e solidale.