Archivio della categoria in treno

set 17 2009

Discussioni illuminanti, per chiarire il senso delle cose

Pubblicato da Sonia nella categoria in treno

Quando il telefono diventa un inseparabile compagno e si fanno discussioni illuminanti che potrebbero avere un interlocutore sordo, o anche inesistente.
“Non ti posso togliere il budget e poi pretendere che tu sia senza budget….Noi dobbiamo fare un altro ordine per un modello , e allora noi facciamo l’ordine e poi giriamo i costi ….Questa è la situazione e non c’è niente da fare, è una stupidaggine …. A questo punto mettiamo tutto noi e giriamo i costi perché vogliono la botte piena e la moglie ubriaca”. Forse si abusa di questo modo di dire, in questo contesto probabilmente, anzi sicuramente è appropriato, ma sfugge il senso.
E ancora “vogliono mantenere le cose, ma non vogliono fare le cose”. Forse così si fanno affari , oppure si dicono semplicemente scemenze. Non è che faccia piacere ascoltare le telefonate degli altri, anzi si è esposti brutalmente alla maleducazione e alla nulla sensibilità di chi diffonde le proprie insulse parole nello spazio aperto delle vetture pullman dei treni.
E ancora “Ciao Simona tutto bene? … Ma quando è successo questo fatto? … Sto cavolo! … Senti, Roberta è sempre da voi?…. Lascia perdere era solo per sapere”. Classico esempio di formulazione di domande convenzionali, lasciate cadere come un vecchio scontrino in un cestino. Si pongono le domande ma non si ha interesse ad avere una risposta.
E ancora “Volevo fare il punto della situazione, io avrei tutta la mattinata a disposizione”. Bella prospettiva per i malcapitati vicini. “Il pomeriggio no”. Meno male.
E ancora “Se lo vogliamo fare questo progetto , dobbiamo sentirci con una certa frequenza, adesso sto pensando ad altro”.
Ascoltavo questo colloquio telefonico con Simona, ma non vedevo il personaggio parlante, perché coperto interamente da un signore, fortunatamente muto,ma quando questo è sceso dal treno , credo che per l’infinita disperazione abbia anticipato la fine del suo viaggio, mi sono trovata davanti la Sua faccia, quello che non osavo immaginare si è di colpo materializzato, mentre continuava a parlare sfogliava il Corriere dello Sport e a questo punto mi ha incuriosito il suo look. Camicia a quadretti bianca e blu, pantaloni color sabbia del deserto (del Sahara?), scarpe tipo velista, black-berry, orologio enorme. Finalmente legge e non parla, adesso ha davanti Finanza e Mercati. Un po’ di riposo? Meno male , riapro il mio libro Gente di Dublino, sono costretta a chiuderlo per il trillo del telefono, sempre il suo!. Dall’altra parte nessuno parla, immagino, perché dopo tre o quattro tentativi si mangia le mani, o forse le unghie.
E ancora “Io sono costretto a prendere le obbligazioni. E’ un’offerta che posso rifiutare?… Insomma le obbligazioni sono alte? ….Alte? ….E’ che in realtà devo fare la società nuova, insomma il famoso valore del 30% si può portare a casa? … Va a finire che queste obbligazioni vengono trasformate in azioni…. I soldi non li perdi, perdi molto per quello che hai pagato”. Forse ritorna la Finanza Creativa!
Leggo un brandello del mio trascurato libro, non per colpa mia,sono fortunata perché per un momento posso estraniarmi dal contesto maleducato fatto di parole insensate e vuote, che mio malgrado
devo condividere…
“Talvolta temo … allora, che questa nuova generazione istruita o iperistruita che sia, perda di vista quei valori di umanità, ospitalità e gentilezza d’animo che erano caratteristici dei tempi passati”.James Joyce

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set 15 2008

In treno

Pubblicato da Sonia nella categoria in treno

Si è immersi in un intorno rumoroso, nel quale si viene attirati non dalla forza di interessanti discorsi, ma dai  rumori, dai trilli e dalla musica che si sente attraverso le cuffie di altri viaggiatori, che non hanno il buon gusto di ascoltare in modo privato la musica che hanno scelto, ma evidentemente pensano che sia cosa gradita la condivisione con i malcapitati.

 Io  proporrei  tolleranza zero verso quelle mamme che mandano i figli sul treno da soli a viaggiare, e poi magari si pentono e telefonano in continuazione, e il pargolo dorme beato e non risponde a questo dannatissimo telefono, che non smette mai di squillare ed emette una musichetta pazzesca, di quelle che non si possono ignorare.

E intanto si è costretti a spiare una sorridente famigliola, visto che il capofamiglia deve essere un patito della fotografia, è riuscito a fare infiniti scatti, tanto da creare una sequenza incredibile nel video del suo computer, ma quelle sgradevoli sono le sue foto in mille posizioni, sdraiato sul letto in pigiama, che fa le smorfiette  davanti  ad uno specchio, che legge un giornale o si tuffa in piscina, uno spettacolo davvero patetico. Essendo  sua  involontaria compagna di sedile non posso esimermi al ritmico scorrimento, finirà prima o poi. Tra l’altro dovrebbe tagliarsi le unghie dei piedi, o utilizzare delle calzature chiuse perché questi sandali non hanno pietà e poi perché imitare gli uccelli? Noi non possiamo volare.

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set 03 2008

Il gioco delle perle di vetro

Pubblicato da Sonia nella categoria in treno

Il venticinque luglio, nel treno IC plus per Napoli sono seduta in prima classe, avevo intenzione di leggere il mio libro “Il gioco delle perle di vetro” di Hermann  Hesse. Consiglio di leggerlo, ma non da portare in treno, perché in treno non si legge!

Si ascolta, si , si ascoltano le conversazioni telefoniche interminabili, si vendono lavanderie per telefono, si corteggiano partner con dolci lusinghe, c’è poi la telefonata infinita, fatta di mugugni, monosillabi, risatine, negazioni , che può andare avanti per un viaggio intero da Torino a Napoli senza soluzione di continuità.

Questo tipo di comunicazione è terribile perché sembra ci siano problemi e non è umanamente possibile leggere di fronte a tanta sofferenza.

Ma perché non è possibile restare fuori dalle scemenze degli altri e leggere Il gioco delle perle di vetro?.

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