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		<title>Scimunitaggine</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[murmuriando...]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ il 26 agosto e non avendo niente da fare accendo la TV.
Ma cos’è questa scemenza? C’è un pazzo con un mantello che sguaiatamente strilla e dice ad alcune persone di dirigersi verso una torre, poi scopre improbabili carte da gioco mentre si sente il verso di un maiale.
Una persona con la schiuma da barba [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il 26 agosto e non avendo niente da fare accendo la TV.<br />
Ma cos’è questa scemenza? C’è un pazzo con un mantello che sguaiatamente strilla e dice ad alcune persone di dirigersi verso una torre, poi scopre improbabili carte da gioco mentre si sente il verso di un maiale.<br />
Una persona con la schiuma da barba nei capelli  ed anche in viso risponde a domande demenziali abbinate ad una vincita, mentre il pubblico incita con  un oh! oh!oh! e c’è anche un notaio che controlla (poveretto, avrà pure studiato per diventare notaio!), poi c’è la gatta bianca che porta la gatta nera. Per completezza di informazione  la gatta bianca è una vera gatta e la gatta nera è una ragazza nera.<br />
Che noia, che scimunitaggine! Aiuto meglio il silenzio!!!</p>
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		<title>Grom</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 17:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[a passeggio...]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono tornata, a distanza di un anno mi è venuto questo desiderio irresistibile di tornare nella gelateria Grom  di via Garibaldi a Torino e devo dire che chiamarla gelateria sia riduttivo.
Si  vendono gelati ma non si può paragonare all’archetipo della gelateria cha abbiamo immagazzinato nella nostra memoria.
Chi  confeziona , la cura che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tornata, a distanza di un anno mi è venuto questo desiderio irresistibile di tornare nella gelateria Grom  di via Garibaldi a Torino e devo dire che chiamarla gelateria sia riduttivo.<br />
Si  vendono gelati ma non si può paragonare all’archetipo della gelateria cha abbiamo immagazzinato nella nostra memoria.<br />
Chi  confeziona , la cura che vi presta fa pensare ad una accurata confezione, fa lo scontrino, prende i soldi  e chiede i gusti, propone inoltre diverse cialde, dedica insomma del tempo alla persona, superando la separazione nevrotica di chi prende compulsivamente i  soldi e di chi riempie in fretta il cono con il gelato.<br />
Complimenti per questa scelta, devo dire che oggi ho fatto un nuovo taglio di capelli, e sentendomi bellissima ho voluto aggiungere questa coccola del gelato, ho fatto bene.<br />
Il gusto crema di grom è favoloso, e il cioccolato extra noir è così buono!!!!!  Deliziosamente equilibrato è il termine appropriato per il cioccolato. Complimenti e grazie.<br />
P.S. Il grande problema è che non si riesce più ad apprezzare il gelato di qualsiasi altra gelateria, sono tutti così uguali.<br />
Cari saluti</p>
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		<title>Discussioni illuminanti, per chiarire il senso delle cose</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 12:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[in treno]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando il telefono diventa un inseparabile compagno e si fanno discussioni illuminanti che potrebbero avere un interlocutore sordo, o anche inesistente.
“Non ti posso togliere il budget e poi pretendere che tu sia senza budget&#8230;.Noi dobbiamo fare un altro ordine per un modello , e allora noi facciamo l’ordine e poi giriamo i costi ….Questa è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il telefono diventa un inseparabile compagno e si fanno discussioni illuminanti che potrebbero avere un interlocutore sordo, o anche inesistente.<br />
“Non ti posso togliere il budget e poi pretendere che tu sia senza budget&#8230;.Noi dobbiamo fare un altro ordine per un modello , e allora noi facciamo l’ordine e poi giriamo i costi ….Questa è la situazione e non c’è niente da fare, è una stupidaggine …. A questo punto mettiamo tutto noi e giriamo i costi perché vogliono la botte piena e la moglie ubriaca”. Forse si abusa di questo modo di dire, in questo contesto probabilmente, anzi  sicuramente è appropriato, ma sfugge il senso.<br />
E ancora “vogliono mantenere le cose, ma non vogliono fare le cose”. Forse così si fanno affari , oppure si dicono semplicemente scemenze. Non è che faccia piacere ascoltare le telefonate degli altri, anzi si è esposti brutalmente alla maleducazione e alla nulla sensibilità di chi diffonde le proprie insulse parole nello spazio aperto delle vetture pullman dei treni.<br />
E ancora “Ciao Simona tutto bene? … Ma quando è successo questo fatto? … Sto cavolo! … Senti,  Roberta è sempre da voi?&#8230;. Lascia perdere era solo per sapere”. Classico esempio di formulazione di domande convenzionali, lasciate cadere come un vecchio scontrino in un cestino. Si pongono le domande ma non si ha interesse ad avere una risposta.<br />
E ancora “Volevo fare il punto della situazione, io avrei tutta la mattinata a disposizione”. Bella prospettiva per i malcapitati vicini. “Il pomeriggio no”. Meno male.<br />
E ancora “Se lo vogliamo fare questo progetto , dobbiamo sentirci con una certa frequenza, adesso sto pensando ad altro”.<br />
Ascoltavo questo colloquio telefonico con Simona, ma non vedevo il personaggio parlante, perché coperto interamente da un signore, fortunatamente muto,ma quando questo è sceso dal treno , credo che per l’infinita disperazione abbia anticipato la fine del suo viaggio, mi sono trovata davanti la Sua faccia, quello che non osavo immaginare si è di colpo materializzato, mentre continuava a parlare sfogliava il Corriere dello Sport e  a questo punto mi ha incuriosito il suo look. Camicia a quadretti bianca e blu, pantaloni color sabbia del deserto (del Sahara?), scarpe tipo velista, black-berry, orologio enorme. Finalmente legge e non parla, adesso ha davanti Finanza e Mercati. Un po’ di riposo? Meno male , riapro il mio libro Gente di Dublino, sono costretta a chiuderlo per il trillo del telefono, sempre il suo!. Dall’altra parte nessuno parla, immagino, perché  dopo tre o quattro tentativi si mangia le mani, o forse le unghie.<br />
E ancora “Io sono costretto a prendere le obbligazioni. E’ un’offerta che posso rifiutare?&#8230; Insomma le obbligazioni sono alte? ….Alte?  ….E’ che in realtà devo fare la società nuova, insomma il famoso valore del 30% si può portare  a casa? … Va a finire che queste obbligazioni vengono trasformate in azioni…. I soldi non li perdi, perdi molto per quello che hai pagato”. Forse ritorna la Finanza Creativa!<br />
Leggo un brandello del mio trascurato libro, non per colpa mia,sono fortunata perché per un momento posso estraniarmi dal contesto maleducato fatto di  parole insensate e vuote, che mio malgrado<br />
devo condividere…<br />
“Talvolta temo … allora, che questa nuova generazione istruita o iperistruita che sia, perda di vista quei valori di umanità, ospitalità e gentilezza d’animo che erano caratteristici dei tempi passati”.James Joyce</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A mio padre</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 20:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passata davanti e ho alzato gli occhi, e ho visto l’ulivo con le sue foglie ed anche i suoi frutti accoccolarsi  sul muro grigio per colorarlo di verde, mi ha fatto pensare ad una mano che con affetto  si appoggia su una spalla;  e la palmetta, sempre rigogliosa  e deliziosamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passata davanti e ho alzato gli occhi, e ho visto l’ulivo con le sue foglie ed anche i suoi frutti accoccolarsi  sul muro grigio per colorarlo di verde, mi ha fatto pensare ad una mano che con affetto  si appoggia su una spalla;  e la palmetta, sempre rigogliosa  e deliziosamente impertinente , con quelle  lucide foglie farsi spazio nell’intorno; e quei fiorellini rosa, di un rosa forte e delicato e armonioso ed anche equilibrato!<br />
Tutto è come prima, ma niente è come prima, perché tu non ci sei, non ci sei più in questo spazio di mondo, i miei occhi non incontrano i tuoi occhi e le tue mani non sfogliano il giornale, avevi delle belle mani, tu te ne sei andato l’undici settembre e a me è rimasta l’assenza.<br />
Ciao ne!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gran Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 19:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caterina va a Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[In un pomeriggio di uno dei primi giorni, dei primi anni ottanta di ottobre, il treno percorre il binario di ingresso della stazione di Torino Porta Nuova, si vedono distintamente anche i particolari dell’edificio grigio della Banca S. Paolo che ancora oggi occupa lo spazio adiacente alla galleria artificiale che sembra la porta di entrata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">In un pomeriggio di uno dei primi giorni, dei primi anni ottanta di ottobre, il treno percorre il binario di ingresso della stazione di Torino Porta Nuova, si vedono distintamente anche i particolari dell’edificio grigio della Banca S. Paolo che ancora oggi occupa lo spazio adiacente alla galleria artificiale che sembra la porta di entrata per chi arriva a Torino in treno. L’insegna della banca è la prima cosa che rimane impressa nella mente di Caterina, tanto che a distanza di tanti anni il ricordo del suo arrivo a Torino la riporta al grigio del cielo di quel giorno, ed anche a quell’ involucro produttivo al cui interno ha pensato si muovessero freneticamente persone e contratti, e soldi; allora si chiamavano lire, oggi euro. La sostituzione della parola farebbe pensare ad una società che si è lasciata dietro egoismi ed ha superato le barriere dei confini e si è protesa verso l’Europa, ma forse non è proprio così.<br />
Caterina ha diciannove anni ed è incredibilmente bella, forse è la cosiddetta bellezza del somaro, secondo la quale a diciannove anni tutte le ragazze sono belle.<br />
Lei ha una luce particolare negli occhi che suscita interesse nelle persone, inoltre sa ascoltare ed ha curiosità verso tutto. Ha una lettera di assunzione per un lavoro che la riempie di orgoglio. Non sa ancora bene cosa dovrà fare, ma il nome del suo lavoro le piace, ed anche la sua abbreviazione, macch.<br />
Il lavoro che dovrà fare è quello di macchinista.<br />
Sembra una ragazzina, e nei primi anni ottanta, in Italia sono state assunte le prime macchiniste.</p>
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		<title>Grazie Rovagnati</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 19:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofando...]]></category>

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		<description><![CDATA[- A . sono bello,  B . sono snello,  C. voglio fare carosello-  Ogni mattina, tutti, appena svegli dovremmo intonare questo motivetto, e con grande agilità metterci a ballare, magari sul letto, utilizzando l’elasticità delle molle del materasso per saltare, saltare per arrivare sempre più in alto.
Nella propria casa si può, mentre non è detto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;">- A . sono bello,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>B . sono snello,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>C. voglio fare carosello-<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Ogni mattina, tutti, appena svegli dovremmo intonare questo motivetto, e con grande agilità metterci a ballare, magari sul letto, utilizzando l’elasticità delle molle del materasso per saltare, saltare per arrivare sempre più in alto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;">Nella propria casa si può, mentre non è detto che al lavoro o per strada ci siano le condizioni favorevoli per un simile esercizio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;">Può sembrare una stravaganza estiva ma non lo è, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>perché diventa terapeutico riuscire a dire ad alta voce a se stessi quello che si vorrebbe gli altri dicessero di noi; serve a rafforzare il nostro io e non ricorrere allo psicoterapeuta, noi così lavoreremo su noi stessi , su quello che non accettiamo, magari alla fine riusciremo a piacerci davvero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;">Può darsi che questo esercizio canoro e fisico, se fatto con serietà e ogni mattina, servirà per conoscersi e fare in modo che non siano gli spot pubblicitari a renderci malleabili, per essere venduti a <em>qualcuno</em> dal quale siamo disposti a comprare tutto quello che ci vuole vendere, siano prodotti, opinioni <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>ed anche un modo di pensare e di vedere le cose.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;">Grazie Rovagnati, per averci fatto credere di essere belli e snelli, qualità indispensabili per poter fare spot<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>pubblicitari televisivi, perché tutti ci vedano, e quindi per poter esistere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;">Cerea</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il respingimento</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 16:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofando...]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel dizionario De Mauro il lemma respingimento, significa -il respingere e il suo risultato-  risale al 1604 ed è un sostantivo maschile di basso uso, che noi con orgoglio da poco pronunciamo continuamente e scriviamo su tutti i giornali. Finalmente siamo forti! spingiamo indietro, ricacciamo con violenza e allontaniamo, ma per quanto? certamente non fermiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #666666; font-size: 9pt;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;"><span style="color: #000000;">Nel dizionario De Mauro il lemma <em style="mso-bidi-font-style: normal;">respingimento</em>, significa -il respingere e il suo risultato-<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>risale al 1604 ed è un sostantivo maschile di basso uso, che noi con orgoglio da poco pronunciamo continuamente e scriviamo su tutti i giornali. Finalmente siamo forti! spingiamo indietro, ricacciamo con violenza e allontaniamo, ma per quanto? certamente non fermiamo il corso della storia. Respingiamo degli esseri umani,che evidentemente non consideriamo tali, li ricacciamo in mare, li riportiamo indietro con forza; ci siamo accorti che l’Italia non è<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>un Paese multietnico, perché non siamo in grado di vivere in una società basata su –comuni caratteri fisici, storico-demografici, linguistici e culturali- come è scritto nel De Mauro. Ma se queste disperate vite umane non si trovassero in una situazione di estremo bisogno e avessero denaro ci chiederemmo la provenienza? Ci glorieremmo del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">respingimento</em>? Evidentemente il significato che imprimiamo alle parole della nostra bella lingua italiana è proprio quello esatto, respingiamo incuranti del risultato,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>impassibili e certi di essere nel giusto, non ci fanno paura le nostre azioni, e l’eco che si propaga indefinitamente , e lo specchio che riflette tutta la nostra tronfiezza. </span></span></p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Babele</title>
		<link>http://latrovatura.netsons.org/2009/03/16/babele/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 16:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Babele]]></category>

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		<description><![CDATA[ “Sembra quasi che io sia attratta dal suo aspetto materiale”
“Tu sei convinta della scelta che fai?”
“Non l’ho fatta io la scelta, è andato via lui”
….Mi chiedo “Se ti è piaciuto così tanto, perché l’hai fatto andare via?”
“È un uomo che mi ha offeso”
….“Io non vado fuori e poi rientro”
“Sono rientrato perché mi ha fatto una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>“Sembra quasi che io sia attratta dal suo aspetto materiale”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“Tu sei convinta della scelta che fai?”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“Non l’ho fatta io la scelta, è andato via lui”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">….Mi chiedo “Se ti è piaciuto così tanto, perché l’hai fatto andare via?”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“È un uomo che mi ha offeso”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">….“Io non vado fuori e poi rientro”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“Sono rientrato perché mi ha fatto una domanda, io non sto sbraitando…</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Io sono fatto così, anche con lei sono stato carino e gentile”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“Non puoi dire a una donna &lt;&lt;l’ho baciata perché sono un maschio&gt;&gt; una donna umanamente parlando ti può aver ferito, e questo ci sta”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">….”Se tu decidi di baciare una persona, bella come sei non hai problemi”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">…”Mi hai detto &lt;&lt;maleducato&gt;&gt;”<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>“Mi hai detto &lt;&lt;stai zitta&gt;&gt;” “Ma stavo scherzando”<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>…”Lo conosci?”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“L’ho visto in discoteca, stava in una saletta e si baciava con una ragazza”<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>“Le prove?” “Le prove non ci stanno perché non avevo il telefonino” “Se anche all’inizio era una cosa vera, rifarlo è stupido, cosa si porterà a casa? Che è uno spione”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">…..“Come ti chiami? Che sei venuto a fare?” “Forse la ragazza era molto scollata, con una canottiera rossa?” …“Tu stai ridendo” “Io non posso ride?”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“Io me ne vado un secondo, tu aspetta qua”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“Tu non hai più stimoli a corteggiarmi, il punto della situazione è che non ci siamo conosciuti. Io mi sono fatta un film sbagliato”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">“Se tu hai pensato che sono innamorato! innamorato no, più coinvolto”</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Ma tutto questo l’ho sognato, l’ho vissuto, o l’ho visto in TV? </span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Certo, la capacità di intendersi spesso si astrae dal linguaggio, inteso come un numero finito di regole sintattiche applicabili infinitamente, per raggiungere una tale babele dove tutto si può dire, è ininfluente se quello che si dice ha un senso, l’importante è comunicare …..ma cosa?</span></span></p>
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		<title>Resistenza allo stress</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 11:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[a passeggio...]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene, per ricoprire il ruolo di addetto (…a qualcosa) viene richiesta la competenza di resistenza allo stress.
Credo che significhi avere la capacità di lavorare in stato di continua tensione, tanto che questa condizione, non limiti la persona  nello svolgimento del lavoro, che risulterà probabilmente un lavoro stressato.
Sicuramente  in qualche università americana sono stati fatti studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ebbene, per ricoprire il ruolo di addetto (…a qualcosa) viene richiesta la competenza di<em style="mso-bidi-font-style: normal;"> resistenza allo stress</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Credo che significhi avere la capacità di lavorare in stato di continua tensione, tanto che questa condizione, non limiti la persona<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>nello svolgimento del lavoro, che risulterà probabilmente un lavoro stressato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Sicuramente<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>in qualche università americana sono stati fatti studi sul valore, senz’altro positivo, che lo stress aggiunge al risultato. C’è forse una sottesa richiesta al ricorso di sostanze robotizzanti?..</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Le scuole saranno in grado di adeguare la loro offerta formativa a queste nuove competenze che il mondo lavorativo richiede?..</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Anche quei <em style="mso-bidi-font-style: normal;">fulminati</em> di Wall Street lavoravano, o meglio operavano, in continuo stress e sono riusciti a combinare solo danni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ma non è preferibile che quando si avverte lo stress si faccia una passeggiata in montagna, o anche al mare, ci si sdrai e si guardi il cielo?</span></p>
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		<title>Conad</title>
		<link>http://latrovatura.netsons.org/2009/01/23/conad/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 19:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[murmuriando...]]></category>

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		<description><![CDATA[“Margherita, ho finito il formaggio, ne hai?”,  “Ne ho da vendere”.
Certo, il messaggio televisivo è chiaro, tutto ha un prezzo.
Non c’è più la benché minima solidarietà, un pezzo di formaggio donato ad una vicina di casa, senza un corrispettivo in denaro è poca cosa, ma è un bel gesto.
Se la signorina fosse entrata nel supermercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">“Margherita, ho finito il formaggio, ne hai?”,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>“Ne ho da vendere”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Certo, il messaggio televisivo è chiaro, tutto ha un prezzo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Non c’è più la benché minima solidarietà, un pezzo di formaggio donato ad una vicina di casa, senza un corrispettivo in denaro è poca cosa, ma è un bel gesto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Se la signorina fosse entrata nel supermercato e avesse comprato il formaggio non ci sarebbe stato nulla di strano, ma bussare al muro e avere una simile risposta mi sembra una forte scortesia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Penso al dono, che nel passato si chiamava potlac e spesso era sproporzionato e stupiva<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>perché eccessivo, voleva evidenziare la superiorità di chi donava e creare un rapporto di riconoscenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ma un pezzo di formaggio si potrebbe semplicemente regalare, così, con piacere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">E poi, aboliamo il “buon rendere”, che piace così tanto ai piemontesi è una frase odiosa perchè rende interessato qualsiasi gesto fatto spontaneamente con piacere e non come un investimento.</span></p>
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